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Il lavoro funzionale nel nuoto

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Cosa significa allenamento funzionale?

Per troppo tempo il lavoro fisico veniva impostato in maniera asettica e aspecifica da preparatori atletici (non per caso provenivano dall’atletica) che applicavano le loro metodologie di lavoro nelle diverse discipline sportive.

Queste proposte, valide ma troppo generali, lasciavano un “buco” tra il gesto tecnico specifico e quello generale inoltre la coordinazione intermuscolare, che è alla base di ogni movimento, ne risente negativamente

Un esempio è la corsa che  ha delle caratteristiche tecniche ben definite a seconda che si svolga in una pista di atletica, in un campo di basket o di tennis. Assurdo insegnarla nello stesso modo senza considerare, per esempio, che gli sport di situazione richiedono dei movimenti completamente diversi basati su fasi di accelerazione, cambi di direzione, arresti e salti.

Il preparatore che si vuole avvicinare ad uno sport in maniera professionale deve conoscere il modello di prestazione e la tecnica di quella disciplina per poter programmare l’allenamento “a secco” in base ai dati emersi, alle esigenze specifiche degli atleti e al carico fisico a cui sono sottoposti.

 

I movimenti complessi sono il risultato di una interazione finemente graduata fra le forze esterne (la forza di gravità, l’inerzia delle masse in movimento, le proprietà meccaniche passive dei vari tessuti), ed il gioco integrato delle variazioni di tensione-lunghezza dei motori primari, i muscoli  antagonisti, sinergici e fissatori. Partendo da questo presupposto è naturale pensare all’allenamento finalizzato a migliorare il movimento e non il singolo muscolo!

 

Principi dell’allenamento funzionale:

  • Dinamico, cerca di migliorare la coordinazione intermuscolare;
  • Tridimensionale;
  • Utilizza diverse modalità di contrazione muscolare;
  • Utilizza diverse velocità di contrazione
  • Richiede una ottimale ampiezza del movimento

 

Obiettivi:

  • Migliorare le azioni motorie generali
  • Migliorare la flessibilità attiva-specifica
  • Migliorare l’utilizzo delle qualità di forza
  • Migliorare le azioni motorie specifiche

 

Le proposte

  • Esercizi poliarticolari
  • Esercizi poliassiali
  • Stimolo riequilibratore e controllo sensibilità propriocettiva

 

Seguendo questa metodica otterremo i seguenti benefici:

  • Evidenzia le limitazioni
  • Programmare esercitazioni adatte
  • Migliorare la postura
  • Migliorare l’azione dei muscoli stabilizzatori
  • Migliora l’economia del movimento

 

La strada percorsa fino ad ora...ha mantenuto compensi e limitazioni (esempio sollevare il tallone con un rialzo durante lo squat), questi vengono automatizzati cambiando coordinazione ed economia del movimento.

Last modified 14-02-2008 17:53
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