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Giganti del Basket

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la rivista specializzata che dedica un ampio spazio al settore fisico grazie ad una collaborazione con l'APFIP iniziata nell'ottobre 2005.
l'associazione preparatori fisici e la rivista GIGANTI del BASKET hanno iniziato una collaborazione. mensilmente verranno pubblicati articoli sulla preparazione fisica redatti dai nostri collaboratori.

Le rubriche sono divise per temi e riguardano:
  • I fondamentali di gioco nel settore giovanile
    Attacco, Difesa, Marketing e sport,management
    Arbitri, La preparazione atletica, Minibasket
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Cantelli Editore offre agli iscritti APFIP in possesso della tessera FIP di Preparatore Fisico la possibilità di abbonarsi alla rivista Giganti del Basket BT&M usufruendo di uno sconto particolare.

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Di seguito gli articoli pubblicati dalla nostra Associazione e in fondo alla pagina altri articoli pubblicati nel passato. Ottobre 2005
a cura di Roberto Colli

NUOVI ORIENTAMENTI NELLA PREPARAZIONE FISICA MODERNA DEL BASKET
UN PO’ DI STORIA: dall’avvento del preparatore al primo corso organizzato dalla F.I.P. passano circa 30 anni
Il preparatore atletico  nel basket ha fatto la sua comparsa in Italia negli anni 70, copiando ciò che qualche anno prima era accaduto nel calcio:
La cultura della  preparazione fisica a quel tempo non era mediata dalla conoscenza dei modelli prestativi del basket , ma in esso veniva riversata la cultura della preparazione derivante principalmente dall’atletica leggera che era l’unica ad averne una strutturata .
Addirittura si assisteva all’illusione,  tutta calcistica, che quelle quattro corse fatte all’inizio dell’anno facessero poi correre la squadra in primavera !!!
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L’allenamento dei “piedi” (Novembre 2005)
a cura di Roberto Colli e Gianni Cedolini

Nell’ambito dell’attività cestistica, soprattutto giovanile, ma con discreti riflessi anche nel settore degli adulti, si sente sempre parlare dell’importanza dei piedi del cestista. Quante volte abbiamo sentito o detto, quel ragazzo non ha piedi, oppure guarda che piedi rapidi quello.
Naturalmente è impossibile pensare che si possa realizzare un lavoro mirato solo ai piedi , ma è un modo forte di sottolineare il problema.
Cerchiamo di fare un analisi veloce di cosa fanno questi piedi: ad esempio in un salto o in una partenza da fermo in palleggio.
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L’allenamento dei “piedi”: proposte pratiche (Gennaio 2006)
a cura di Roberto Colli e Gianni Cedolini
Nello scorso numero abbiamo analizzato, dal punto di vista scientifico, quali devono essere le modalità per migliorare la capacità di rapidità dei piedi di un giocatore di basket, siamo giunti alla conclusione che l’attitudine della corsa cestistica prevede sempre una posizione di leggero piegamento al ginocchio a 140°-160°,  quindi l’impatto a terra risulta essere quasi sempre a gambe leggermente piegate; inoltre la corsa cestistica si svolge su spazi molto ridotti , nelle diverse direzioni e piani,  è sempre in fase di accelerazione e decelerazione,  ciò impedisce che si possa mai arrivare  alla massima velocità.
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Basket e catene muscolari (Aprile)
a cura di Roberto Benis
Da qualche  anno a questa parte si sente molto parlare  di  catene cinetiche – muscolari.
Questi termini sono spesso utilizzati in molte tecniche d'uso comune di rieducazione muscolare e posturale.
 Secondo diversi autori a cui facciamo riferimento, troviamo diversi “percorsi” di catene, rifacendoci alla classificazione di Bousquet e senza entrare in modo particolare nei dettagli, semplificando un po’ le cose possiamo dividere le catene muscolari in:
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La gestione dell'equilibrio: principi e attualità operative  (Giugno)
a cura di Gigi  Sepulcri
Il basket attuale è caratterizzato dalla richiesta di una maggiore velocità esecutiva, di una sempre più elevata capacità di prevedere l’esecuzione ottimale di un movimento e di attuare la risposta adeguata nel minor tempo possibile.......
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Il  riscaldamento pre-partita, analisi e proposte  (Maggio)
a cura di Francesco Cuzzolin
Ogni partita è, negli sport di squadra, il momento della verifica del lavoro svolto. Il risultato di ogni partita  può influire su scelte metodologiche, tattiche, emotive e comportamentali, di atleti ed allenatori.
La preparazione di un evento così importante è quindi soggetta a molte attenzioni ed a qualche “consuetudine”, con il fine di ottenere la migliore prestazione.
Per preparare al meglio l’atleta sotto il profilo, psicologico, fisiologico, tecnico e tattico, quali sono le strategie più efficaci da utilizzare?
Quale può essere considerata, la sequenza di esercizi idonei, per preparare al meglio la squadra alla partita?
Come Preparatore Fisico, ritengo esistano diverse risposte e soluzioni, sicuramente è importante non lasciare questi momenti alle abitudini e al caso.......
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Il potenziamento muscolare nella pallacanestro  (Agosto-Settembre)
a cura di Renzo Colombini e Roberto Colli
Molto si è scritto e detto sul potenziamento nella pallacanestro, per cui l’argomento è senz’altro inflazionato; ancora troppo spesso però le sedute di potenziamento sono basate su esercitazioni per lo più mutuate dal culturismo ed effettuate sempre con le stesse modalità ( carichi, serie, ripetizioni e cosi via ) durante tutto l’arco della stagione sportiva cosi da non creare turbamenti ai giocatori.
Crediamo invece che moderni programmi di sviluppo della forza debbano essere molto articolati e particolareggiati oltre che, ovviamente, individualizzati.
Allo scopo si rende necessario indagare su alcune situazioni e dare risposte a domande ben precise.
La Forza è la  capacità del muscolo di esprimere tensione, ma  poichè possiamo avere diverse tipologie di tensione esprimibili dai muscoli, abbiamo anche differenti espressioni di Forza.
Per non avere differenze di linguaggio da diversi anni ( partendo dal 1 corso PF del basket ) abbiamo adottato ,con i preparatori fisici , una classificazione (proposta da Bosco) che suddivide la forza in:
-    Forza massima ( carichi oltre il 70% 1RM)
-    Forza dinamica massima  ( carichi tra il 20-70%)
-    Forza esplosiva   ( carichi 0-20%)
-    Forza reattiva  ( forza espressa in risposta ad un veloce allungamento della muscolatura provocata da una caduta dall’alto etc )......
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Le tecniche yoga in aiuto della condizione fisica del giocatore di basket (Novembre)
a cura di Vittorio Mattioli


Uno dei compiti affidati al capo allenatore è quello dell’analisi, programmazione ed attuazione degli aspetti che rappresentano l’ossatura essenziale del basket moderno: aspetti tecnici e tattici, aspetti metodologici, l’alimentazione e l’integrazione, l’aspetto mentale.
La competenza specifica dell’allenatore e del suo staff tecnico garantisce interventi mirati nel primo ambito, fatto di tecnica – individuale e di squadra – e di tattica, al fine di organizzare capillarmente il gioco in campo con particolari accorgimenti al variare delle situazioni e degli avversari.
La metodologia dell’allenamento è un ambito di lavoro specifico del preparatore fisico in collaborazione con lo staff tecnico, finalizzato ad assicurare volumi ed intensità di lavoro adeguati al gruppo, al periodo stagionale, al giorno settimanale ed, inoltre, a calibrare gli stimoli atti a garantire salute e rendimento fisico ottimale il giorno della partita.

Per l’alimentazione e l’integrazione dei giocatori, il preparatore fisico lavora in collaborazione con lo staff medico al fine di applicare efficacemente le nuove conoscenze scientifiche.
L’aspetto psicologico - mentale è un ambito su cui si concentra sempre più l’attenzione dello staff medico e dello staff tecnico.
Partendo dal presupposto che: i migliori atleti presentano spesso motivazioni psicologiche alte e costanti e che ciò che fa la differenza in campo è spesso la capacità di gestire adeguatamente i momenti di tensione e difficoltà, possiamo convenire sul fatto che è indispensabile acquisire conoscenze scientifiche adeguate:  il fine è programmare un percorso di crescita ben definito dal punto di vista delle modalità e delle tecniche, dei tempi e dei luoghi.
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I movimenti di torsione nella pallacanestro: analisi e proposte di  lavoro (Gennaio 2007)
a cura di Francesco Cuzzolin e Luca Russo
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LA PREPARAZIONE FISICA GIOVANILE NEL BASKET: CONCETTI E APPLICAZIONI MODERNE  (Aprile 2007) a cura di ROBERTO COLLI (prima parte)
Dal 2000 il CNA della  FIP ha iniziato a riscrivere le indicazioni per la preparazione fisica giovanile tramite l’istituzione del corso preparatori fisici del basket . Sotto la spinta dei  coaches delle nazionali senior e giovanili,  Recalcati e Gebbia, si  è realizzato un programma di un corso che ha cercato , in questi 6 anni, di darsi un obbiettivo molto chiaro: formare dei professionisti di area con specifiche competenze sul basket .
Quindi un corso con altrettanto chiari programmi, che sono stati specificati con la collaborazione dei migliori operatori del settore come Mattioli, Sepulcri Cuzzolin, Colombini ed il sottoscritto.

Dall’esperienza maturata ci  siamo sempre più indirizzati verso un approfondimento delle tematiche riguardanti l’attività giovanile, portando sia esperienze dirette che riferimenti scientifici, sviluppati sia in ambito societario che del Settore Squadre Nazionali (SSN).
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LA PREPARAZIONE FISICA GIOVANILE NEL BASKET: CONCETTI E APPLICAZIONI MODERNE (Giugno 2007)  (seconda parte)
a cura di ROBERTO COLLI

Iniziamo a valutare, attraverso aspetti concreti forniti dalla tabella 1, frutto di evidenze scientifiche e di esperienza, quali proposte attuare con i giovani. Nel testo cercheremo di approfondire i motivi di queste scelte.
Punto 1) NON PENSARE SOLO AD ESERCITAZIONI DI GRUPPO:
Punto 2) INTRODURRE IN OGNI ALLENAMENTO ELEMENTI DI PREPARAZIONE FISICA
Punto 3) CREARE ESERCITAZIONI  CHE CONSENTANO UN MIGLIORAMENTO DELLE CAPACITÀ SPECIFICHE DEL GIOCATORE (AD ESEMPIO LAVORI PER I PIEDI, LAVORI IN TORSIONE ETC ) .....
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“L’applicazione de “la zona” nel basket” (settembre 2007)
A cura di
Vittorio Mattioli
Il giocatore di pallacanestro può essere considerato come un’auto da corsa dove ogni particolare risulta essere determinante. La meccanica è paragonabile all’alimentazione, il pilota alle componenti psichiche, i pneumatici all’applicazione metodologica e la benzina al riposo.
“La zona” è una condizione fisiologica dove gli ormoni, controllati dall’alimentazione, vengono mantenuti entro certi livelli che caratterizzano un ottimo stato di salute; si basa su quattro pilastri:
1.    Programma alimentare omega zone
2.    Supplementazione con olio di pesce
3.    Attività fisica
4.    Tecniche di modulazione dell’energia e del rilassamento

Il cibo è in grado di alterare i meccanismi ormonali in particolare:
L’INSULINA che è un ormone pancreatico dell’immagazzinamento, è stimolato dall’assunzione di carboidrati e aumenta i serbatoi di energia nei muscoli.
IL GLUCAGONE antagonista fisiologico dell’insulina è un ormone pancreatico prodotto dall’assunzione di proteine, ha il compito dello smaltimento.
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L’allenamento della stabilità funzionale.Nuove proposte in una squadra di basket di vertice. (Ottobre 2007)
a cura di: Roberto Bianchi: Preparatore fisico della Pallacanestro Cantù Tisettanta


Perché è importante la stabilità funzionale.
Il Basket è uno sport che richiede la capacità di leggere le situazioni di gioco in modo velocissimo, con reazioni altrettanto rapide, movimenti sui diversi piani, accelerando, decelerando, arrestandosi, cambiando direzione, prendendo posizione in opposizione alla difesa, mantenendo il vantaggio raggiunto e non per ultimo, trasferendo esplosivamente l'inerzia orizzontale in verticalità.
Gli atleti devono quindi poter reagire agli stress di intensità non prevedibile cui sono sottoposti, essere abilitati a fronteggiare situazioni di disequilibrio estremamente frequenti.
Diviene fondamentale quindi possedere una elevata funzionalità intesa come processo integrato che richiede, nei diversi piani del movimento, la capacità di stabilizzare, accelerare, decelerare… (M. Clark, 2001).
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“ Voglio che la squadra corra…”    Novembre/Dicembre 2007
a cura di Gianni Cedolini

INTRODUZIONE
Il titolo di questo articolo è la frase che più di tutto un preparatore fisico si sente ripetere dagli allenatori.
Non vorrei dilungarmi su quelle che sono le competenze del preparatore all’interno dello staff  tecnico, quale migliorare la condizione fisica e recupero dei giocatori/ci infortunati, perché penso che nel 2007 queste metodologie di lavoro si siano consolidate, almeno, nelle società di prima fascia.
E’ quindi, a mio parere, riduttivo valutare la condizione fisica della squadra soltanto “da quanto corre in partita” poiché grande merito di questa capacità va agli allenatori che lavorano in campo molto più tempo rispetto al  preparatore. Facendo un esempio, non tanto lontano dalla realtà comune, quale può essere, in termini di percentuale, l’apporto che una seduta di “atletica” del martedì che dura 60’ netti, tenuta dal preparatore, può dare sullo sviluppo della potenza aerobica in  una squadra che si allena 4/5 volte alla settimana oltre la partita?
Più giusto è invece programmare l’attività , insieme all’allenatore , in  microcicli settimanali,
 inserendo il lavoro metabolico non solo nella prima seduta della settimana ma plasmato, utilizzando diverse metodologie di lavoro, in ogni seduta di allenamento.
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"L'integrazione alimentare: nuove prospettive. (febbraio 2008)
a cura del Dott. Leopoldo Moretto

 Proteine e Aminoacidi sono tra i nostri più importanti macronutrienti “dimenticati”, esistono dei luoghi comuni del tipo: “le proteine fanno male…”. Mentre la loro corretta introduzione con la dieta alla luce del loro essenziale ruolo nutrizionale, garantisce efficienza fisica e salute.
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La Programmazione… è così importante? (Esempio di lavoro della categoria B nazionale) Marzo 2008 - a cura di Lorenzo Taliento
Si sente spesso parlare di programmazione del lavoro di una stagione agonistica. Ritengo che la chiave di volta sia quella si di programmare il lavoro, ma soprattutto avere le idee chiare su come esso dovrà svolgersi ed evolversi all’interno dell’anno sportivo. Sono altresì convinto che solo un lavoro continuativo settimana dopo settimana possa dare dei risultati sensibili e che non possano bastare i cosiddetti “richiami atletici” saltuari per garantirsi una condizione ottimale per l’intero anno.
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“Il cervello conosce solo i movimenti e non i muscoli” Aprile 2008
A cura di Sandro Bencardino: Preparatore fisico della Mens Sana Siena , collabora con il settore squadre Nazionali in qualità di Preparatore della Nazionale maggiore, è PF tesserato CNA dal 2002.

Negli ultimi anni il basket, grazie all’evoluzione delle tattiche di gioco e dei regolamenti, ha indotto un essenziale cambiamento delle prestazioni e dell’ esecuzione del gesto atletico.
Gli spostamenti avvengono in spazi brevissimi, a velocità sempre maggiori, spesso in situazioni di disequilibrio, in appoggio monopodalico, eseguiti da atleti con fisici possenti, quindi assumono notevole importanza le qualità neuromuscolari.
L’allenamento di un cestista deve curare la velocità di esecuzione propria del gesto migliorandone le componenti esplosive.
Analizzando le prestazioni atletiche, queste sono fatte di movimenti complessi che si susseguono secondo un ordine preciso della catena cinetica. Un corretto uso della catena cinetica (caviglia – ginocchio - anca-tronco - arti sup.) è utile al cestista per avere una posizione più corretta ad eseguire gesti esplosivi come il tiro, il salto per un rimbalzo, la stoppata, uno sprint in contropiede, invertire rapidamente il movimento da una direzione ad un’altra, avere una posizione difensiva ottimale....

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LA  VELOCITA’ NEL BASKET - A cura di Barnabà Silvio Donato - Giugno 2008
Un esempio di lavoro sul campo che può aiutare la squadra ad incrementare la velocità di spostamento e di esecuzione dei gesti tecnici.
Rendere il proprio giocatore e quindi la propria squadra di basket più “veloce” non significa portare esercitazioni  di altri sport  nel basket proponendo ad esempio ripetuti sprint a tutto campo e perfettamente in linea o semplicemente facendo fare  lavori di skip, calciata o nei migliori dei casi line step, e solo richiedendo al giocatore la massima intensità. La proposta va vista in maniera più specifica tenendo conto del modello prestativo del giocatore moderno.
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STRETCHING E RISCALDAMENTO DAL MITO ALLA REALTA'…. A cura di Paolo Guderzo
- Ottobre 2008
E’ ormai un dato di fatto che le ultime ricerche sulla metodologia dell’allenamento degli sport di squadra hanno stabilito che la preparazione fisica deve assolutamente rispettare il modello prestativo del giocatore e quindi essere specifica e non mutuata da altre specialità, e i diversi articoli apparsi su questa rivista rispecchiano appieno questo importante orientamento.
Chiaramente anche l’organizzazione degli esercizi che caratterizzano l’attivazione pre-allenamento o pre-partita deve rispettare le caratteristiche della pallacanestro.
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IL RISCALDAMENTO PREPARATITA: DAI PRINCIPI ALLA PRATICA - a cura di Gianni Cedolini 
Gennaio 2009
Nell’articolo del numero precedente di Giganti il collega Guderzo ha evidenziato, in maniera scientifica, alcune metodologie riguardanti la fase di riscaldamento riferito all’allenamento. Questo intervento vuole confermare i principi esposti fornendo anche un esempio pratico scaturito da motivazioni fisiologiche e da anni di esperienza e di confronto con molti allenatori e giocatori.
E’ bene ritornare sull’argomento perché queste tematiche sono ancora sconosciute o parzialmente applicate nella programmazione settimanale e ancora si assiste, prima delle partite , a momenti di attivazione aspecifici, poco organizzati e perciò inefficaci.
In maniera sintetica vorrei approfondire le varie fasi legate al riscaldamento e proporre un mio metodo di lavoro che applico da diversi anni con ampia soddisfazione da parte dei giocatori e del coach.
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  • la preparazione fisica del settore femminile: analisi e confronti a cura di Andrea Dotto - PF Reyer Venezia
  • I fondamentali visti dal preparatore -  a cura di Luigino Sepulcri - PF nazionale italiana
    I Assumere la posizione fondamentale corretta è una capacità fisica o tecnica?
    Difendere uno spazio individualmente o in collaborazione è una qualità fisica o tecnica?
    Sapersi muovere, in funzione della situazione, per ricevere la palla, per avere o mantenere un vantaggio è una peculiarità fisica o tecnica?
    Lo sviluppo dei fondamentali con e senza palla sono un obiettivo fisico o tecnico?
    Da alcuni anni si sta realizzando una visione unitaria di formazione del giocatore di basket, che fa riferimento al modello di prestazione. Un notevole impulso a questa tendenza è stato dato dai corsi per preparatori fisici del CNA, diretti dal prof Colli. Senza il suo prezioso contributo non avremmo una chiara idea dell’impegno metabolico e muscolare del giocatore durante una partita. Partendo da questa analisi si sta affermando il concetto di preparazione integrata.
    La costruzione fisica funzionale al giocatore di basket riveste un ruolo importante in tutte le fasce di età, secondo criteri di gradualità del carico e scelta delle esercitazioni.
    Un utile strumento didattico può essere fornito dalla definizione delle competenze che i giocatori devono raggiungere al termine di ogni categoria.
    Questa concetto, insieme alla formazione di un personale metodo di lavoro, sarà il filo conduttore di questa seri di articoli che mi auguro possano essere di aiuto a quanti si occupano di preparazione dei giocatori di basket e in particolare dei giovani.
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  • La programmazione settimanale di un club di alto livello a cura di Gianluca Mazzoncini - PF Virtus Bologna
    LA PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE in una squadra di vertice Quando si parla di preparazione settimanale in una squadra di vertice, che quindi si
    presume giochi una coppa europea, l’aspetto fondamentale di cui si deve tener conto è
    quello del carico di allenamento. Tanto per introdurre l’argomento vorrei dare un po’ di
    numeri che meglio possa dare l’idea di cosa significhi una stagione agonistica ad alto
    livello
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Inizia la stagione: come raggiungere la forma. A cura di Gianni Cedolini
INTRODUZIONE
Ogni anno sempre gli stessi dubbi: come si presenteranno i miei giocatori il primo giorno di preparazione? Da dove dovrò partire? Gli allenamenti  saranno utili per tutti?
Questo articolo nasce dai quesiti che un preparatore e un allenatore si pongono ogni inizio di stagione nell’affrontare il faticoso compito di impostare la programmazione dei primi allenamenti.
Vorrei fugare ogni dubbio rispondendo a questi quesiti cercando di impostare un metodo di lavoro adatto a diverse esigenze a seconda degli obbiettivi perseguiti.
Bibliografie importanti dicono che ci vogliono almeno 6 settimane affinchè la squadra entri in forma: niente di più sbagliato! La performance dipende dai singoli giocatori quindi dalla loro condizione di partenza, dalla loro età, da come si adattano ai carichi di allenamento, dal numero di allenamenti nel microciclo settimanale, dall’acquisizione dei tatticismi di squadra. Tutti questi parametri fanno sì che le settimane di “preparazione” si dilatino o si comprimano, per cui è importante non porre traguardi ma monitorare i singoli giocatori durante gli allenamenti.
Fino a pochi anni orsono preparavo un programma estivo di massima per i giocatori in modo che continuassero a tenersi in forma anche durante le vacanze, non ho ottenuto risultati rilevanti quindi cerco di creare loro la mentalità di essere atleta per tutto l’anno.

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La difesa a cura di Rich Dalatri

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Analisi impegno nel basket a cura di Carlo Castagna

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La dieta a "zona" a cura di Arcelli

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Il riscaldamento a cura di Bill Foram

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Apprendimento motorio e percezione a cura di Piero Mango

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Last modified 14-09-2009 12:56
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